Amir – A grandezza naturale (recensione)
Amir – A Grandezza Naturale (Red Carpet Music – Audioglobe)
Il tempo passa e le persone crescono. Sono parecchi i nomi dell’hip hop italiano che nel periodo recente sono diventati papà e hanno messo in piedi una famiglia. Amir è uno di loro. E si sente. Forse la prima cosa che si nota in questo nuovo disco è proprio una maturazione, che ha portato Amir – pur mantenendo un’immagine definita e che conosciamo bene – ad un significativo cambiamento, forse più di approccio che di metodo. Il disco esce per Red Carpet Music, neonata etichetta indipendente, fondata proprio dallo stesso Amir e da G Romano e quindi, al momento, fa anche da ideale manifesto della filosofia alla base di questa nuova realtà discografica. Il sound è estremamente attuale, non saprei come altro definirlo, dato che ci troviamo molto distanti dal boom bap, con parecchi richiami al pop. Però compie il suo dovere e non sfigura mai, accompagnando il rapper pur non presentando nemmeno picchi di particolare eccellenza. I produttori (da lodare l’impiego di nuovi nomi freschi) Moonbeaters, Skaze, Zef, Denny The Cool, Icy e G Romano si danno da fare e in alcuni casi raggiungono buoni risultati a livello qualitativo (Dichiarazione D’Amore, Non Mi Manca Niente e Il Potere delle Note – con una simpatica partecipazione di Brusco); devo dire che il lato musicale dell’album non è l’aspetto che mi ha colpito. I beats non sembrano riuscire a fare la differenza, forse perché li trovo un po’ troppo somiglianti a certi filoni di tendenza attuali e quindi con una personalità che, a primo avviso, mi da l’impressione di essere un po’ carente. La differenza portebbe farla Amir. Accennavo a quest’aria di cambiamento ad inizio recensione. Sarà che artisticamente lo conosco bene e forse noto in maniera più chiara certe cose, ma credo sia evidentissimo il suo cambiamento di approccio. Il ragazzo di borgata, stiloso, con quel giusto mix di knowledge e spocchia che fa tanto “street gheto”, adesso è papà. Parla di cose più concrete, è più umile, lancia messaggi postivi e di insegnamento. Certo ci ricorda sempre chi è, da dove viene, cosa ha fatto, forse in maniera un po’ ridondante. Ma sembra più dirlo a suo figlio (o sé stesso?), che non all’ascoltatore. Questo modo di scrivere mi ha incuriosito e mi ha fatto ascoltare il disco in maniera molto attenta, proprio per capire tutte le varie sfumature. Allora: Amir mi è sempre piaciuto, proprio per quel suo essere un po’ americanaccio. Sono pochi ad avere quest’attitude in Italia…Inoki di certo, tra i nuovi mi sembra che anche E-Green abbia questo nel DNA, anche se con espressività diverse. Di certo l’improvviso cambio di direzione di Amir un pò spiazza. Ciò che è maturazione a prima vista può sembrare anche una fuoriuscita nel retorico. Nel già sentito. Ma non è così. E Amir ha sempre avuto personalità e indubbio spessore. Certo un po’ mi manca quel freshness di qualche tempo fa e anche il suo stile non è cambiato di un millimetro rispetto ad esempio a “Paura di Nessuno”. Probabilmente “A Grandezza Naturale” non è il miglior disco di Amir. Siamo un pò distanti dagli standard raggiunti in precedenza. Ma segna un cambiamento e di certo rappresenta una novità, in un certo senso, sicuramente interessante. E col talento che ha il nostro romano, la cosa potrebbe portare (in un prossimo lavoro da solista) ad un nuovo miglioramento generale e anche ad una ventata di freschezza, specie per gli abituè della scena. Brano manifesto di tutto il disco è di certo “Dichiarazione D’Amore”, con un bravissimo Tormento rapper/singer. Entrambi semplici, imbarrazzantemente “real” e conscious. Entrambi papà. Davvero bella. Auguri Amir.
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Giovanni “Zethone” Zaccaria















